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ROMA
Michelina Di Cesare (1841–1868) fu una delle più note brigantesse post-unitarie. Nata a Caspoli (Terra di Lavoro), dopo la morte del marito si unì alla banda di Francesco Guerra, di cui divenne compagna e figura di rilievo. Guidò assalti, imboscate e azioni di guerriglia contro l’esercito piemontese e la Guardia Nazionale, incarnando la resistenza armata filoborbonica nelle campagne meridionali.
Catturata nel 1868, fu uccisa e il suo corpo esposto come monito pubblico. La sua vicenda è oggi letta come emblema della partecipazione femminile al brigantaggio e simbolo delle tensioni sociali e politiche seguite all’unificazione italiana.
Musiche Epidemic Sound. Effetti speciali BBC sound
Voce narrante Marco Lodi
Contributi di Anna Maria Castiello e Maria Cristina Verdone
GIANO Public History APS è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
Sostienici con il 5×1000 : 97901110581
GIANO Public History APS
è afferente al CISPH: Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma, all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V ed è stata premiata ed annoverata tra le Eccellenze del Terzo settore dal Presidente della Commissione XII – Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale e dalla Presidentessa della Commissione Patrimonio e Cultura del V Municipio di Roma capitale.
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Rubrica di proprietà di Giano Public History APS – Tutti i diritti riservati
Michelina Di Cesare (1841–1868) fu una delle più note brigantesse post-unitarie. Nata a Caspoli (Terra di Lavoro), dopo la morte del marito si unì alla banda di Francesco Guerra, di cui divenne compagna e figura di rilievo. Guidò assalti, imboscate e azioni di guerriglia contro l’esercito piemontese e la Guardia Nazionale, incarnando la resistenza armata filoborbonica nelle campagne meridionali.
Catturata nel 1868, fu uccisa e il suo corpo esposto come monito pubblico. La sua vicenda è oggi letta come emblema della partecipazione femminile al brigantaggio e simbolo delle tensioni sociali e politiche seguite all’unificazione italiana.
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