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Dopo mesi di guerra, lo Stretto di Hormuz resta di fatto bloccato e gli Stati Uniti sono impegnati in un’enorme operazione militare per garantire il passaggio di almeno una parte del petrolio. A Washington, intanto, cresce il nervosismo: Trump attacca chi critica la gestione del conflitto, mentre il Pentagono deve fare i conti con scorte di missili intercettori sempre più sotto pressione. La diplomazia ha provato a costruire una via d’uscita, senza riuscirci. E adesso, dopo settimane di tensione, Stati Uniti e Iran hanno ricominciato a colpirsi direttamente. Ma perché? Ne parlo con Giuseppe Dentice.
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