L’ascolto che genera vita - Omelia mercoledì 4a settimana di quaresima
19 March 2026

L’ascolto che genera vita - Omelia mercoledì 4a settimana di quaresima

Il podcast di don Andres Bergamini

About
Il potere di dare la vita

Rifletto su questo brano del Vangelo che raccoglie un lungo discorso di Gesù, e mi colpisce profondamente l’affermazione: come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole. Mi sembra un’immagine potentissima, che rivela il cuore stesso di Dio: un Dio che non toglie, ma dona la vita, che non abbandona alla morte, ma rialza.

Ripenso a quanto abbiamo visto ieri, con la guarigione del paralitico alla piscina di Betzatà. Quell’uomo, fermo da trentotto anni, pur trovandosi vicino al Tempio, viveva una vita bloccata, senza speranza. Eppure, l’incontro con Gesù lo rimette in piedi, lo fa rifiorire. In quel gesto vedo già all’opera questa stessa forza di vita di cui oggi Gesù parla: una forza che viene dal Padre e che il Figlio condivide pienamente.

L’unità tra Padre e Figlio

Mi soffermo su questa profonda unità tra il Padre e il Figlio. Gesù non agisce da solo, ma in perfetta sintonia con il Padre: non fa nulla se non ciò che vede fare da Lui. E ciò che il Padre fa è donare la vita, risuscitare i morti.

Questo significa che tutta l’azione di Gesù è orientata a comunicare vita. Non si tratta solo di miracoli straordinari, ma di una realtà continua: ogni suo gesto, ogni sua parola è vita che viene offerta. È una consonanza totale, un amore che si esprime nel ridare vita all’uomo.

Una vita che inizia già ora

Capisco allora che non si tratta soltanto della risurrezione finale. Certo, penso anche all’episodio di Lazzaro, di cui abbiamo parlato: Gesù che richiama alla vita un morto da quattro giorni, mostrando chiaramente il suo potere sulla morte. Ma questo potere non riguarda solo l’ultimo giorno.

Gesù parla di una vita che si dona già ora. Quando dice che i morti udranno la sua voce e usciranno dai sepolcri, non si riferisce solo alle tombe fisiche, ma anche a tutte le situazioni di morte che viviamo ogni giorno: blocchi interiori, paure, peccati, stanchezze. Anche lì, la sua voce può raggiungerci e farci uscire.

L’ascolto che genera vita

Mi colpisce che tutto questo si realizzi attraverso l’ascolto. Gesù dice chiaramente che chi ascolta la sua parola ha la vita eterna. Questo mi fa capire che la relazione con Lui è prima di tutto una relazione di ascolto.

Ascoltare la sua parola non è un atto passivo: è accogliere una voce che consola, che rialza, che rimette in cammino. Come il paralitico è stato rimesso in piedi, così anche io posso essere rimesso in piedi ogni volta che mi metto davvero in ascolto.

Riconosco allora che ho bisogno di questa parola, di questo rapporto filiale con Dio, come suggerisce anche il profeta Isaia: una relazione in cui mi lascio nutrire, guidare, rinnovare.

Una risurrezione per tutti

La risurrezione riguarda tutti. Gesù dice che tutti risorgeranno, sia coloro che hanno fatto il bene sia coloro che hanno fatto il male. I primi per una risurrezione di vita, gli altri per una risurrezione di condanna.

Questo mi fa capire quanto sia grande e universale il potere di Dio: nessuno resta escluso dalla vita. Ma allo stesso tempo mi richiama alla responsabilità delle mie scelte, perché ciò che vivo ora ha un peso eterno.

Un invito a scegliere la vita

Alla fine, sento che tutto questo discorso converge in un invito molto concreto: entrare in questa dinamica di vita. Il Signore non desidera altro che darmi vita, continuamente. Anche nelle difficoltà, nei lutti, nelle fatiche, la morte non è mai l’ultima parola.

Attraverso la sua parola, ascoltata ogni giorno, Lui continua ad aprirmi alla vita, a consolarmi, a rialzarmi. Per questo voglio mettermi in ascolto, con gratitudine.

Non voglio restare nel sepolcro delle mie chiusure o delle mie paure. Voglio seguire Gesù, entrare nel suo cammino, vivere il suo discepolato. Perché in Lui c’è la vita, e una vita che non finisce.