A chi ha il cuore spezzato, il Signore è vicino - Omelia venerdi 4a settimana di quaresima funerale Maria Piazzi
20 March 2026

A chi ha il cuore spezzato, il Signore è vicino - Omelia venerdi 4a settimana di quaresima funerale Maria Piazzi

Il podcast di don Andres Bergamini

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Il Salmo mi ha colpito profondamente: il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato. È una promessa che non resta astratta, ma che si incarna nelle storie concrete delle persone. Poco prima, parlando insieme, ho ascoltato il racconto su Maria, di cui ora celebriamo il funerale, una madre che ha vissuto il dolore immenso della perdita precoce di una figlia.

Non conoscevo personalmente Maria, ma da ciò che ho percepito ho intuito quanto questo evento abbia segnato profondamente la sua vita. Ci sono dolori che spezzano davvero il cuore, che segnano l’esistenza in modo indelebile. E proprio lì, in quella ferita così profonda, si colloca la promessa di Dio: Egli è vicino, solidale, presente.

Il mistero della presenza nascosta di Dio

Nel momento in cui accompagniamo Maria all’incontro con il Signore, penso a quella pienezza di relazione con Dio che forse lei ha già sperimentato in modo nascosto durante la sua vita. Perché questa è la verità: Dio non ci abbandona mai, anche quando non ce ne accorgiamo.

La sua vicinanza è spesso silenziosa, discreta, ma reale. È una presenza che non sempre si vede, ma che sostiene interiormente. E questa vicinanza è rivolta in modo particolare a chi soffre, a chi porta dentro di sé una ferita.

Il giusto perseguitato e la logica del mondo

La prima lettura mi ha portato a riflettere su un’altra realtà: quella del giusto perseguitato. Gli empi vedono il giusto come una minaccia, una presenza scomoda, una “spina nel fianco”. Il giusto, con la sua vita fedele, mette in luce le contraddizioni e le colpe degli altri.

Per questo viene messo alla prova, deriso, persino condannato. La sua mitezza diventa occasione di attacco: si vuole vedere fin dove arriva la sua fede, se davvero Dio lo salverà.

Questa dinamica ci ricorda profondamente Gesù: mite, umile, consegnato nelle mani degli uomini fino alla croce. Anche oggi, chi vive nella fede, chi è piccolo e umile, può sembrare fragile, esposto, quasi in balia dei più forti o degli eventi dolorosi della vita.

La consolazione che non si vede

Eppure, proprio lì dove sembra esserci solo fragilità, il Signore agisce. Egli è vicino, soccorre, dona una consolazione interiore che spesso non è visibile dall’esterno.

Questa consolazione è misteriosa: non elimina sempre subito il dolore, ma lo abita. È una presenza che accompagna, che sostiene, che tiene il cuore anche quando tutto sembra crollare.

Guardando il mondo, con le sue guerre, le violenze, le ingiustizie contro i piccoli e gli innocenti, potremmo chiederci: dov’è Dio? La risposta non è immediata, ma è profonda: Dio è accanto a chi soffre. Non è lontano, ma presente in modo nascosto e solidale.

Il grido dei giusti e la speranza della liberazione

Il Salmo dice: i giusti gridano e il Signore li ascolta e li libera da tutte le loro angosce. Ma questa liberazione non sempre avviene nei tempi e nei modi che ci aspettiamo.

A volte restiamo dentro la prova, dentro il dolore. Tuttavia, già in questa vita possiamo sperimentare una consolazione profonda. E soprattutto, la croce di Cristo ci insegna che anche l’abisso più oscuro non è l’ultima parola.

La risurrezione apre uno spiraglio definitivo: esiste una vita eterna in cui ogni ferita sarà sanata, ogni cuore spezzato ricomposto. Questa non è una consolazione superficiale o “zuccherosa”, ma il cuore stesso della fede cristiana. È una speranza che regge anche davanti alle prove più dure.

Una speranza che abbraccia l’eternità

La vita cristiana non si ferma al presente. Non è solo un invito a volerci bene – pur importante – ma è l’annuncio di una promessa più grande: una vita per sempre con Dio.

Davanti al dolore, alla solitudine, alle prove più profonde, questa speranza diventa luce. Anche se a volte vacilliamo, è proprio qui che si gioca il centro della nostra fede.

Preghiera e affidamento

Oggi ho sentito forte il desiderio di pregare per Maria: per la sua vita, per il suo cammino, perché possa essere accolta nella pace e nella consolazione eterna del Signore.

Affido lei a Dio, insieme ai suoi cari e a tutte le persone che ha amato. E credo che, da questa nuova condizione, possa continuare a intercedere per noi.

Il Signore prende i cuori spezzati e li stringe al suo cuore. Questa è la nostra speranza, questa è la nostra fiducia.