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Tre lettere. A.U.F.
Incise nel marmo, custodivano un privilegio speciale: una sorta di "passaporto" che permetteva ai preziosi materiali destinati al Duomo di attraversare città e confini per raggiungere il grande cantiere della Cattedrale.
Una sigla che, in poco tempo, entrò a far parte nel linguaggio comune, dando origine a uno dei modi di dire più curiosi della tradizione milanese.
Ma cosa significano davvero quelle tre lettere? E come sono diventate un'espressione che usiamo ancora oggi?
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In foto: Cave di Candoglia, 1803 ©Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Incise nel marmo, custodivano un privilegio speciale: una sorta di "passaporto" che permetteva ai preziosi materiali destinati al Duomo di attraversare città e confini per raggiungere il grande cantiere della Cattedrale.
Una sigla che, in poco tempo, entrò a far parte nel linguaggio comune, dando origine a uno dei modi di dire più curiosi della tradizione milanese.
Ma cosa significano davvero quelle tre lettere? E come sono diventate un'espressione che usiamo ancora oggi?
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In foto: Cave di Candoglia, 1803 ©Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano